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Giù le mani dai salari minimi!

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Scritto da Unione sindacale svizzera

Il Consiglio nazionale cerca di indebolire i salari minimi!

Il Consiglio nazionale ha deciso di intervenire sui salari minimi cantonali e comunali. Il suo obiettivo è quello di abbassare i salari minimi, privando così molti lavoratori e lavoratrici di retribuzioni che consentano loro di vivere dignitosamente del proprio lavoro. Questo è inaccettabile agli occhi dell'Unione sindacale svizzera. L'assemblea dei delegati di USS del 5 giugno deciderà come procedere, se necessario fino al lancio di un referendum.

L'iniziativa approvata il 1 giugno 2026 dal Consiglio nazionale mira a far sì che i salari minimi cantonali e comunali non si applichino più a tutti i lavoratori e le lavoratrici, nonostante i cantoni o i comuni interessati abbiano espressamente deciso il contrario. Il personale soggetto a un CCL dichiarato di forza obbligatoria sarebbe infatti escluso dalla tutela dei nuovi salari minimi.I salari minimi attualmente in vigore ne risulterebbero indeboliti. Questa decisione colpisce in primo luogo i lavoratori impiegati in settori a bassa retribuzione, come il settore alberghiero e della ristorazione e quello delle pulizie. Tuttavia, molte persone percepiscono salari da fame anche nei saloni di parrucchiere, nel settore del lavoro interinale, nei panifici o nelle macellerie.

Attacco contro le decisioni democratiche, la Costituzione e il federalismo

La decisione del Consiglio nazionale vanifica le decisioni democratiche prese nei cantoni e nei comuni. Nei cantoni di Ginevra e Neuchâtel, la popolazione ha votato a favore di salari minimi applicabili a tutta la manodopera coperta da un CCL. Lo stesso vale per Zurigo e Winterthur, nonché per il Ticino, dove il Parlamento ha approvato un salario minimo senza deroghe legate ai CCL di forza obbligatoria. Eppure il progetto del Consiglio nazionale non tiene in alcun conto queste decisioni. Laddove sono già in vigore salari minimi, come a Ginevra, Neuchâtel o nella città di Lucerna, questi non saranno più adeguati al rincaro. In tutti gli altri casi, le persone soggette a un CCL non ne potranno mai beneficiare.

Questa decisione è contraria alla Costituzione e lede i principi del federalismo. La politica sociale, infatti, rientra nelle competenze dei Cantoni e dei Comuni. Sono loro a sostenere i costi dell’assistenza sociale. In futuro, però, non potranno più adottare misure efficaci per ridurre la povertà lavorativa. In breve: Berna detta legge, i Cantoni pagano il conto.

L'assemblea dei delegati deciderà venerdì 5 giugno quali misure adottare

Chiunque lavori in Svizzera deve poter vivere dignitosamente con il proprio stipendio. I salari minimi contribuiscono direttamente a questo obiettivo. Ovunque siano stati introdotti, si registra un calo del numero di persone che percepiscono salari da fame, senza che il tasso di disoccupazione risulti aumentato. Un simile attacco ai salari non resterà senza risposta. L’Assemblea dei delegati di venerdì 5 giugno 2026 (dalle ore 09.30, segreteria centrale di Unia, Weltpoststrasse 20, Berna) deciderà come procedere.

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