L’iniziativa “Per il rimborso delle cure dentarie” rappresenta un passo concreto verso un sistema sanitario più equo e accessibile per tutte e tutti. USS Ticino e Moesa – assieme alle sue federazioni sindacali – ritiene fondamentale sostenere questa misura, perché interviene su un ambito troppo spesso trascurato, ma essenziale per la salute e la qualità di vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
Oggi, le cure dentarie sono a carico dei singoli. Questo significa che molte persone rinunciano o rimandano trattamenti necessari a causa dei costi elevati. Le conseguenze non sono solo sanitarie, ma anche sociali ed economiche: dei problemi dentali non curati possono incidere sulla qualità del lavoro, sul benessere generale e – soprattutto – sulla dignità delle persone. In un Paese come la Svizzera, è sconcertante che una persona su tre rinunci a trattamenti o controlli perché troppo onerosi.
L’iniziativa mira, dunque, a correggere questa disparità, introducendo un sistema di rimborso che alleggerisca il peso finanziario su lavoratrici, lavoratori e sulle loro famiglie. In particolare, il beneficio sarebbe significativo per il ceto medio, che spesso non ha accesso a sussidi specifici ma fatica comunque a sostenere queste spese, spesso impreviste e onerose.
Per chi afferma che quest’iniziativa sarebbe un carico ulteriore su lavoratori e lavoratrici, rispondiamo dicendo che ora le cure dentarie sono spesso un costo totalmente sulle loro spalle. Si tratterebbe quindi di passare da spese individuali, pesanti e non pianificabili, a un sistema solidale e sostenibile, in cui il costo è condiviso e proporzionato al reddito. Per la stragrande maggioranza delle persone, questo si tradurrebbe quindi in un alleggerimento, non in un aggravio.
Oltre al ceto medio, anche i lavoratori e le lavoratrici con una situazione lavorativa precaria e coloro che non dispongono di un reddito tale che gli permetta di stare al passo con il costo della vita, i cosiddetti “working poor”, beneficerebbero di questo sistema. Queste categorie, infatti, pur trovandosi spesso in difficoltà economica, non hanno nella pratica accesso agli aiuti sociali e, quindi, anche per loro il rimborso delle cure permetterebbe di ridurre il rischio di rinuncia alle prestazioni, di intervenire tempestivamente e di evitare un aggravamento dei problemi di salute, con costi ancora più elevati in futuro. Si tratta quindi anche di una misura di giustizia sociale che rafforza la sicurezza economica delle fasce più esposte. Questo discorso vale anche per le persone con permesso B, che lavorano, pagano imposte e contributi sociali, e partecipano pienamente alla vita economica del Paese, ma che spesso non possono fruire delle cure per mancanza di possibilità e non osano richiedere aiuti sociali per non mettere in pericolo il loro status di soggiorno.
Dal nostro punto di vista, quindi, garantire l’accesso alle cure dentarie non è un lusso, ma un diritto. Inserire queste prestazioni in un meccanismo di rimborso significa riconoscere che la salute orale è parte integrante della salute pubblica e che i costi non devono sempre ricadere solo su lavoratrici, lavoratori e famiglie che già oggi faticano ad arrivare alla fine del mese. Il sostegno a questa iniziativa si traduce per noi nella difesa del potere d’acquisto e nella riduzione delle disuguaglianze. È una scelta di giustizia sociale che va nella direzione di un sistema più solidale, dove nessuno è costretto a scegliere tra la propria salute e la propria situazione economica.
Per queste ragioni, i sindacati USS invitano la popolazione a sostenere convintamente questa iniziativa.
