L'Unione Sindacale Svizzera (USS) lancerà un referendum qualora il Parlamento decidesse che in futuro i salari minimi cantonali e comunali potranno essere aggirati tramite contratti collettivi di lavoro (CCL). È quanto ha deciso oggi all’unanimità l’Assemblea dei delegati dell’USS. Di fronte all’aumento del rincaro, i delegati hanno inoltre adottato una risoluzione in cui chiedono un aumento dei salari reali, nonché un'offensiva salariale. Infine, per migliorare la situazione degli apprendisti, hanno ribadito la richiesta di otto settimane di ferie durante l’apprendistato.
Diversi Cantoni e città hanno introdotto salari minimi, che dovrebbero consentire ai lavoratrici e ai lavoratori di provvedere al proprio sostentamento. Queste retribuzioni sono il risultato di iniziative popolari chiaramente approvate dalla popolazione. Una parte del padronato e dei partiti borghesi intende ora aggirarle tramite una decisione dell’Assemblea federale. La loro idea è quella di distorcere lo scopo dei contratti collettivi di lavoro: nei settori coperti da contratti collettivi estesi, in futuro dovrebbe essere possibile fissare salari minimi più bassi. Eppure i lavoratori a basso reddito del settore alberghiero e della ristorazione, dei saloni di parrucchiere, delle panetterie o delle macellerie fanno già fatica ad arrivare a fine mese. Questa revisione lascerebbe loro ancora meno risorse per vivere dignitosamente.
Si tratterebbe di una decisione senza precedenti dal punto di vista democratico e istituzionale: per la prima volta, degli accordi di diritto privato avrebbero la precedenza su delle decisioni popolari.
Anche senza questo attacco politico ai salari, questi restano sotto pressione. In autunno l’inflazione raggiungerà l’1-1,5%, annullando così gli aumenti ottenuti durante le ultime trattative (circa l’1%). Per molti lavoratori e lavoratrici, non si registrano progressi dei salari reali dal 2016, nonostante l’economia abbia goduto di un periodo di prosperità. In vista delle prossime trattative, i delegati dell’USS chiedono quindi aumenti reali dei salari e lanciano un appello per lanciare un’offensiva salariale. Attraverso altre risoluzioni, i delegati dell’USS hanno inoltre chiesto al Parlamento di migliorare la situazione dei lavoratori. Hanno ribadito la richiesta di otto settimane di ferie durante l’apprendistato. Esortano inoltre il Parlamento ad attuare correttamente l’iniziativa sull’assistenza infermieristica. Oltre alle misure proposte dal Consiglio federale (obbligo di negoziare un CCL, riduzione della durata massima del lavoro, ecc.), sono necessarie direttive vincolanti per garantire un organico adeguato alle esigenze e un finanziamento pubblico consistente.
